Teoria e Tecniche della Musica Elettronica
Sebbene i miei gusti musicali esulino in senso stretto* dal contesto in questione vi segnalo un interessante book project di Miller Puckette. Una parte della mia parte oscura è ancora dannatamente affascinata da tutto questo… Che Nyquist e Shannon siano con voi!
* Poiché gran parte della musica contemporanea è registrata, suonata, e scritta con l’ausilio di equipaggiamenti elettronici, l’espressione musica elettronica si applica a quei generi e a quelle opere in cui l’elettronica non costituisce semplicemente un mezzo utilizzato nel processo di creazione di un brano musicale, ma è intrinseca alla natura del brano stesso.
Per mia utilità ho creato un semplice Google Custom sul libro (TTEM).

il libro che citi è un punto di passaggio obbligato per chi usa PD e MAX/MSP e in generale per chi si interessa di Musica Elettronica e sintesi del suono.
In realtà comunque lo studio delle tecniche di sintesi non è soltanto utile al fare “elettronico”: pensa a Battiato che a furia di sperimentare l’elettronica (tra l’altro con Stockhausen) si diede per un po’ a composizioni sul pianoforte che non avrebbe potuto scrivere senza avere una conoscenza derivante dallo studio dell’acustica e delle basi matematiche che puckette non solo espone ma riesce a far arrivare (certo magari non immediatamente) tramite i “suoi” strumenti.
io credo che pure un musicista tradizionale dovrebbe quantomeno cimentarsi un po’ con queste tematiche, se non altro per avere una conoscenza assimilabile a ciò che è la teoria del colore per un pittore
#1 — Commento di seralf — 11 - February - 2007 @ 19:59
Grazie per essere passato dal mio gggiovane blog!
a presto!
#2 — Commento di rinkoboy — 12 - February - 2007 @ 12:08
[…] gran parte della musica contemporanea è registrata, suonata, e scritta con l’ausilio di equipaggiamenti elettronici […]
#3 — Pingback di Musica » Blog Archive » Dalla musica elettronica Speedcore — 8 - November - 2007 @ 14:00