Alfonso Fuggetta ha elencato e motivato in maniera esaustiva i motivi per cui è poco sensato, soprattutto per una PA, abbracciare in maniera acritica una specifica tecnologia, nella fattispecie il Wi-Fi, per garantire l’accesso universale a Internet, soprattutto per la velocità con la quale le tecnologie evolvono nel tempo.
A chi non si è ancora convinto (Federico per esempio) delle sue argomentazioni consiglio la lettura di questo articolo su Cnet che descrive la soluzione di compromesso individuata da T-Mobile negli Stati Uniti: la possibilità di utilizzare indifferentemente la rete cellulare o gli Hot-Spot dello stesso operatore per connettersi ad Internet.
Con questa mossa l’operatore che era più indietro nella corsa alle connessioni wireles, grazie al wifi, diventa l’unico operatore che al momento può garantire un vero accesso broadband.
Ma la rete 4G di Verizon e AT&T, già pianificata, potrebbe modificare lo scenario nel giro di poco tempo.

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