Se l’Italia fosse un paese normale, i programmi dei due maggiori partiti, qui quello del PD e qui quello del PDL - invece di riproporre il copione già noto di generici snellimenti di procedure burocratiche, servizi più efficienti e riduzione della spesa pubblica, - conterrebbero qualche proposta concreta sull’e-governement.
Sarebbe il minimo per poter conservare la speranza che i programmi siano qualcosa di più oltre la mera propaganda elettorale.
D’altro canto, che la questione dell’e-governement vada affrontata urgentemente e con un progetto ambizioso sono i fatti a dirlo: l’Italia è l’unico paese della UE, e probabilmente del mondo, in cui i siti della Pubblica Amministrazione hanno subito un calo di utenti e di utilizzo dei propri servizi.
A denunciare questa situazione non è solo l’ultimo rapporto di Assinform - che parla apertamente di fallimento della politica pubblica sull’informatica - ma anche i numeri ufficiali * delle statistiche ISTAT che evidenziano, numeri alla mano, la debacle: tra il 2006 e il 2007 la percentuale di navigatori che ha navigato sui siti pubblici per ottenre informazioni è passata da 39.6% a 35, 9%, spedire moduli della PA è passata da 13,3 a 10,7 e scaricare moduli della PA è passato da 28,4 a 24,8.
Ce ne sarebbe a sufficienza per far saltare sulla (o la) sedia il Ministro dell’Innovazione.
Staremo a vedere cosà fara il prossimo di Ministro dell’Innovazione.
April 10th, 2008 at 10:22 pm
anche qualche commissario europeo forse