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The million dollar portal
Il sospirato lancio del portale Italia.it ha scatenato una ridda di post con toni che vanno dalla delusione all’indignazione profonda al punto da stimolare la pubblicazione di un blog dedicato a “motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè www.italia.it - il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) - è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano“.
Dal punto di vista tecnico e grafico, parlare male del portale italia.it equivale a sparare sull’ambulanza, talmente tanti sono i problemi segnalati dalla rete.
Nel gran polverone alzato sulle questioni tecniche e sulla bruttezza del logo, due o tre questioni sono state trascurate e non sono, secondo me, del tutto secondarie:
- A quanto riportato nelle “Note legali”, “Innovazione Italia non sottopone i contenuti pubblicati a verifiche di qualità, veridicità, completezza, aggiornamento, curandone esclusivamente l’eventuale rielaborazione grafica e/o tecnica a fini di uniformità dell’aspetto del Sito, nonché di omogenea fruibilità dello stesso.” e la cosa è più che lampante: la pagina stessa delle note legali è talmente piena di errori ortografici e ripetizioni da fugare ogni dubbio sull’assenza di controlli.
Per ribadire il concetto la nota specifica anche che “Non operando controlli di alcun genere sui contenuti pubblicati, Innovazione Italia non può essere ritenuta responsabile, in alcun modo, per eventuali atti illeciti commessi attraverso il Sito. Innovazione Italia si impegna, in ogni caso, a rimuovere con la massima sollecitudine consentita, a seguito di apposite segnalazioni, i contenuti ritenuti lesivi a proprio insindacabile giudizio o, comunque, dichiarati tali con provvedimento dell’Autorità giudiziaria.”
A parte il fatto che a occhio e croce la cosa mi pare giuridicamente un’emerita boiata, visto che perfino un blogger può essere equiparato al direttore responsabile di una testata e condannato per mancato controllo, qualcuno dovrebbe spiegare a me e a tutti i cittadini quali dovrebbero essere a questo punto i compiti della pletora di persone che erano presenti nella pagina “chi siamo” prima che venisse cambiata, dalla quale si deduceva che il sito ha una struttura redazionale paragonabile a quella di un quotidiano on line compresi un direttore editoriale, un vicedirettore e quattro (sic!) componenti del controllo qualità. Oltre tutto non si capisce se questa fantomatica struttura coincida o è una sottostruttura del “vero” Comitato di redazione previsto nell’accordo di programma stipulato tra Dipartimento dell’Innovazione e Regioni.
- Non si capisce quale fine dovrebbero fare tutti quei siti locali (e i relativi investimenti) sorti con le stesse finalità di diffusione del turismo di Italia.it ma limitati ad aree territoriali più piccole come quello della Regione Campania o come quello della regione Trentino, che tra l’altro è fatto in collaborazione con la Tiscover ovvero una delle società che fa parte dell’RTI che ha vinto la gara per l’infrastruttura.
- il sito in questione, malgrado i proclami presenti nel sito e nel Piano di comunicazione, non rispetta i requisiti tecnici previsti dalla Legge sull’accessibilità, la cosidetta Legge Stanca. Sarebbe interessante capire cosa succederebbe se qualcuno denunciasse alla magistratura la cosa e chiedesse il rispetto dell’art.9 della suddetta legge, quello che impone sanzioni disciplinari per la mancata osservanza.
- Infine, è curioso notare che, malgrado il ministro dei beni culturali Rutelli sia sempre stato il maggiore promotore del sito, le sue dichiarazioni al Bit in occasione del lancio del sito, riprese dalla stampa, sono assenti tra i comunicati pubblicati dal sito del suo ministero e la stessa situazione si ripete cercando nella sezione press del sito dell’ENIT, agenzia nazionale del turismo, ente che in base all’accordo di programma stipulato tra Dipartimento dell’innovazione ha un ruolo tutt’altro che secondario nella gestione del sito visto che un suo rappresentante è presente in ognuno dei quatto comitati (Redazione, tecnico, promozione e commercializzazione) previsti.



Interessantissimo il Piano di comunicazione.
Notevole la vecchia versione del logo (già notata da qualche altro blog), che fa quasi pensare che può esserci di peggio dispetto al definitivo.
Ma soprattutto il rilevamento usabilità+accessibilità (pagina 14) confrontato con altri siti contestuali. Complimenti per la qualità dell’analisi!
Quel documento è vecchio di un anno (sì, sembrerebbe di una decina…) e contiene già tutte le contraddizioni e il vecchiume che si è espletato nell’italia.it attuale.