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Redmond assume quella sporca dozzina
Microsoft sembra aver capito che il suo tallone d’Achille è costituito dall’estrema lentezza nel completare i progetti e questo potrebbe costargli caro in un mondo dove nuovi servizi web nascono e muoiono nel giro di mesi.
Per questo motivo vuole creare all’interno della divisione che si occupa dei prodotti Office un incubator denominato OfficeLab. Il sito relativo dovrebbe essere questo ma non è ancora attivo.
A quanto si legge in giro l’obiettivo sarebbe quello di velocizzare il processo di sviluppo incoraggiando tra l’altro l’uso di un “internal Open Source Model” che dovrebbe invogliare i talenti migliori.
Faccio fatica a capire come si possa applicare un modello open source all’interno di una organizzazione commerciale e penso maliziosamente che la parolina Open Source sia stata messa lì più che altro per irretire gli sviluppatori fedeli al modello del free software.
Più probabilmente, secondo me, il loro modello organizzativo assomiglierà a quello dell’extreme programming.
In ogni caso la campagna di reclutamento di top notch developers, PMs, and SDETs è già partita.
Per capire se rientrate nelle caratteristiche richieste date un’occhiata qui.



[…] Ubik ha effettivamente individuato il problema. Open source NON è un modello di sviluppo: è un sistema di licenze. Quello a cui si riferiscono è probabilmente l’extreme programming che é un modello di sviluppo applicabile sia a software proprietario che open source. Redmond assume quella sporca dozzina: “ […]